| La
prima volta che mi fu accennato di preparare il mio libro di poesia rifuggii dall'argomento come mi ero erroneamente imposto di fare ogni volta che avrei invece dovuto raggiungere la mia anima e fronteggiare le realtà che avanzavano. Stavo permettendo a me stesso di diventare frustrato quando dovevo raccontare le storie della mia vita, i fallimenti, i difetti e le esasperazioni. Mi venne però l'idea che questo avrebbe potuto essere il mio momento di liberazione, il momento di addolcire l'inutile fuoco che ardeva dentro di me, non soltanto per mostrarlo agli altri, ma anche per la mia personale soddisfazione e per la pace della mente. Cosi' il mio momento si trasformò in un progetto di scavo penetrando dentro quell'ammasso di confusione che chiamavo la mia persona e alla fine uscii con questa piccola raccolta di manifestazioni di una determinata realta': gli occhi della tribolazione. All'età di 20 anni entrai nella morsa del braccio della morte in maniera così traumatica che avrei dalla rabbia messo al tappeto qualunque peso massimo. Comunque la mia vita cambiò in qualcosa di simile ad un viaggio, un viaggio tra alti e bassi che volle sfidare la mia mente e la mia anima per entrare in sintonia con la vita, la morte, il nostro Creatore ed in definitiva con me stesso. Attraverso queste poche poesie sono in grado di farvi partecipi del mio viaggio. Mentre la mia consapevolezza cominciava ad aumentare, iniziai altresì ad osservare molte cose. Vidi tutte le razze diverse, culture, atteggiamenti, età, persino casi ed alla fine vidi che noi tutti avevamo almeno una cosa in comune: la sofferenza. Questo mi fece rendere conto che avevo una nuova responsabilità, che il braccio della morte aveva bisogno di una voce positiva e ininterrotta, una voce che non sia indebolita, ma rifornita di energia. Del respiro di ogni giorno, per parlare al mondo a testa alta e non curvi sulla condanna auspicata per noi. Ci si deve rendere conto che noi qui dobbiamo difenderci dai luoghi comuni dell'opinione pubblica, perciò io rifiuto di essere catalogato tra gli uomini abbietti e disgustosi come si finge noi siamo. Dio usa l'uomo come strumento per esprimere esperienza: allo stesso modo io uso questi scritti per esprimere e sperimentare la vera libertà, la libertà spirituale. La definizione tribolazioni significa grandi afflizioni e nel maggio 1996 io nel mio subconscio scelsi questo nome per un'attività che intrapresi (Tribulations Records) non sapendo appunto quanta...tribolazione avrei affrontato solo pochi mesi dopo. All'età di 21 anni, mentre continuavo a cercare dentro me stesso di sciogliere i nodi che avevo legato nella mia vita, ricevetti la tribolazione come un tatuaggio sulle mie spalle. Paragonai me stesso ad Atlante, il gigante greco condannato a trasportare i cieli proprio sopra le sue spalle (di qui la nota frase simbolica). Ho fatto di ciò la mia autopunizione e per la mia personale crescita devo per sempre portare il mio dolore e non dimenticare mai che questo è ciò che ha fatto di me l'uomo che sono. Non tutti i dolori o le lotte sono fatti per essere negativi. Noi impareremo da loro, perchè, se ogni cosa attraverso la quale passiamo fosse facile, sicuramente non ci sarebbe alcun merito nè sarebbe molto apprezzata. La tribolazione significa molto per me e nella mia personale traduzione significa: insegnare senza tregua a costruire Unità, Amore e Fiducia nella nostra nazione. Unità, Amore e Fiducia - tre cose di cui si ha bisogno fino a starne male in prigione e nella vita, ma che a causa della mancanza del nostro equilibrio interiore, mai raggiungiamo e sperimentiamo pienamente. Questo dovrebbe veramente farci capire quanta strada abbiamo da fare. Così, mentre trasporto la mia pena cerco il mio cambiamento spirituale ed aiuto ad illuminare quelli intorno a me meglio che posso. Attraverso questo libretto comincio a distruggere lo stereotipo del condannato a morte e mostro i grandi esseri umani che siamo e che possiamo diventare. Spero che i miei scritti crescano e si sviluppino in racconti più profondi e toccanti . Così, ora vi invito a prendervi un momento di pausa e condividere soltanto uno squarcio della mia vita e guardare attentamente attraverso gli occhi della tribolazione. |