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Kenneth Eugene Foster Jr, un afro-americano nato ad
Austin nel Texas 30 anni fa, ricevette una sentenza
di morte per un fatto di sangue che avvenne la notte
tra il 14 e il 15 agosto del 1996 a San Antonio: Michael
LaHood, bianco, figlio di un noto avvocato, venne ucciso
con una pistola dopo una breve colluttazione.
Autore reo confesso dell'omicidio fu Mauriceo Brown
('giustiziato' un anno fa) che era sceso dall'auto guidata
da Kenneth Foster, approcciando LaHood e la sua fidanzata
ad oltre 25 metri di distanza dall'auto.
Foster era rimasto in auto con altri due compagni, Julius
Steen e Dwayne Dillard.
Nel processo capitale celebrato contro Brown e Foster
nel 1997, gli imputati non poterono giovarsi di una
difesa legale degna di questo nome. L'accusa ottenne
due sentenze di morte - quasi ad indicare che la vita
dello sventurato LaHood valeva almeno due vite di delinquenti
di strada. Per conseguire la condanna a morte di Kenneth
Foster l'accusa dovette chiedere esplicitamente l'applicazione
di una discussa legge del Texas chiamata 'law of parties”
(legge delle bande), una legge che solo in pochissimi
stati degli USA è formulata in modo simile a quello
del Texas.
La 'law of parties', che fu approvata in Texas nel 1974,
stabilisce che un individuo è ugualmente responsabile
del crimine commesso da un'altra persona se 'agendo
con l'intento di promuovere o aiutare l'effettuazione
del crimine, egli sollecita, incoraggia, dirige, aiuta
o cerca di aiutare l'altra persona a commettere il crimine.
E inoltre che: 'Se in un tentativo di effettuare un
reato di gruppo [per es. una rapina, un rapimento] viene
commesso un altro crimine da uno dei partecipanti [per
es. un omicidio], tutti i partecipanti sono colpevoli
del crimine effettivamente commesso anche se non avevano
l'intenzione di commetterlo, se il crimine fu commesso
nello sviluppo del proposito illegale ed era un prevedibile
risultato dell'effettuazione del reato di gruppo.
Questa legge è di per sé ingiusta per diversi
motivi. Intanto viola il principio della proporzionalità
della pena alla colpevolezza, allineando tutti i partecipanti
- con diversi ruoli e diverse intenzioni - ad un attività
delinquenziale, al massimo della responsabilità e della
pena. Poi viola il principio - affermato dai trattati
internazionali, dalla stessa giurisprudenza americana
e dal sentire comune - che la pena di morte debba essere
riservata esclusivamente al 'peggiore tra i peggiori'
(worst of the worsts). Infine si basa su un requisito
vago e difficilmente accertabile per via giudiziaria:
che l'ulteriore crimine commesso nel corso di un reato
di gruppo sia un prevedibile sviluppo del reato collettivo.
Oltre all'ingiustizia intrinseca dalla 'law of parties',
l'applicazione di tale legge nel caso di Kenneth Foster
è ingiusta almeno per due motivi specifici. Innanzitutto
la consapevolezza di Foster su quello che stava facendo
Brown fu 'dimostrata' alla giuria tramite testimonianze
contraddittorie di delinquenti coimputati, testimonianze
derivanti dalle pressioni dell'accusa, che furono poi
tutte ritrattate. Poi, in ogni caso, non era necessariamente
prevedibile l'esito letale dell'alterco scoppiato tra
Brown e LaHood.
Il fatto che i compagni di Foster avessero già compiuto
due rapine quella sera, prima dell'uccisione di Michael
LaHood, non può infatti costituire di per sé
la prova certa che l'alterco con LaHood fosse avvenuto
nel corso di una tentata rapina e - men che meno - che
Foster fosse d'accordo con l'esecuzione di tale rapina.
Secondo Steen e Dillard, Kenneth Foster pregò ripetutamente
loro e Brown, mentre erano in auto prima di incontrare
Michael LaHood, di ritornare a casa. Egli inoltre, quando
Brown discese dall'auto per avvicinarsi alle macchine
di LaHood e della sua fidanzata, cercò di allontanarsi
dopo aver sentito sparare, ma Steen e Dillard lo fermarono
e gli imposero di aspettare Brown. (Poco dopo l'auto
con i quatto fu fermata dalla polizia mentre Kenneth
guidava in stato confusionale).
Il 3 marzo 2005 il giudice federale distrettuale Royal
Furgeson annullò la sentenza di morte che fu
imposta nel 1997 a Kenneth Foster. Nella sua sentenza
di 95 pagine, Furgeson respinse l'appello di Kenneth
Foster per quanto riguarda l'innocenza ma annullò
la sua condanna a morte perché 'non fu provato
alla giuria che Foster uccise effettivamente LaHood
o che Foster intendesse uccidere LaHood o qualche altra
persona.
Royal Furgeson basandosi sulla giurisprudenza della
Corte Suprema federale - contestò che non sono
state portate alla giuria prove che Kenneth Foster 'intenzionalmente
incoraggiò, diresse, agevolò o cercò
di assecondare l'uccisione di LaHood da parte di Brown".
L'accusa si è rivolta alla Corte federale d'Appello
del Quinto Circuito per ottenere l'annullamento della
sentenza del giudice Furgeson. Purtroppo l'appello dell'accusa
è stato accolto e di conseguenza fu fissata la
data di esecuzione della sentenza di morte per il 30
agosto 2007.
Le residue speranze di Kenneth Foster e dei suoi sostenitori
furono riposte essenzialmente in due eventualità.
La prima è una decisione favorevole di una corte
appellata in extremis dell'avvocato difensore Keith
Hampton.
La seconda eventualità positiva era che il governatore
del Texas Rick Perry, su proposta della Commissione
per le Grazie (Board of Pardons and Paroles), commutasse
la sentenza di morte nella carcerazione a vita.
Il record negativo dell'attuale governatore Perry che
ha lasciato procedere ben 159 esecuzioni senza intervenire
- battendo addirittura il famoso record delle 152 esecuzioni
avvenute sotto il precedente governatorato di George
W. Bush - rese impensabile che Kenneth potesse sfuggire
alla morte per una grazia governatoriale a meno che
le pressioni nei riguardi di Rick Perry non raggiungesero
un'intensità eccezionale, un'intensità
tale da creare per lui un problema politico.
Tutta la mobilitazione messa in atto in favore di Kenneth
Foster dai suoi sostenitori mirò proprio al convincimento
del Governatore Perry e della Commissione per le Grazie
per indurli a commutare la sentenza.
Un fatto molto positivo fu costituito dalle uscite sui
giornali del Texas di molti articoli contro la sentenza
di morte inflitta a Kennth Foster.
Kenneth Foster, che al momento del crimine compiuto
da Mauriceo Brown aveva solo 19 anni, stava emergendo
da un'infanzia e da una adolescenza difficilissime.
Avendo perso presto sua madre, prostituta e consunta
dall'AIDS, non si era potuto giovare di una valida figura
di riferimento maschile, con il padre sempre in entrata
e in uscita dal carcere.
Nel braccio della morte Kenneth Foster si è saputo
decisamente riscattare sia da un punto di vista culturale
che sul piano etico. Ha assunto attivamente, con gravi
sacrifici personali, un ruolo di riferimento.
Ha preso coscienza della propria condizione socio-politica,
si è battuto per migliorare le terribili condizioni
di detenzione nel braccio della morte, per aiutare i
compagni di sventura e per sostenere il movimento abolizionista
della pena di morte.
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